Esclusiva: IFOD alla proiezione di For No Good Reason

11 giugno 2013

Ieri sera IFOD ha partecipato all’esclusiva proiezione di For No Good Reason al Cinema Odeon di Bologna, in occasione del Biografilm Festival.
Di seguito la recensione di Marti.

Chi è Ralph Steadman? Che ruolo ha avuto e continua ad avere la sua arte al vetriolo nella società? Come si è accompagnata la sua carriera a quella di altri grandi artisti come ad esempio Hunter S. Thompson?
Tutte questi quesiti trovano una risposta grazie al documentario di Charlie Paul For No Good Reason, proiettato in anteprima al Biografilm Festival di quest’anno a Bologna.
A testimonianza del lavoro dell’illustratore e vignettista britannico Steadman sono stati scomodati vari personaggi della letteratura e del cinema contemporanei, viventi e non: lo scrittore e giornalista Gonzo Hunter S. Thompson, l’attore statunitense Johnny Depp, il regista visionario Terry Gilliam. E poi ancora: lo scrittore beat e d’avanguardia William S. Burroughs; i pittori/muse ispiratrici Pablo Picasso e Francis Bacon.
L’arte di Steadman si sviluppa seguendo l’ispirazione del momento, la quale muta poi in complessa tecnica di sovrapposizione di colori, strati, tinte e tecniche più svariate. Egli proietta l’inchiostro sulla tela, lo rende vivo e autentico cogliendo l’anima delle persone, della società: il male, le diseguaglianze, le ingiustizie sociali… e anche il lato grottesco e (dis)umano della gente, le persone comuni, quelle che si scatenano durante gli eventi sportivi, che semplicemente deambulano per le strade nella loro oscena normalità.
Hunter S. Thompson era il compagno di una vita e della carriera di Steadman su suolo americano, non c’era Ralph senza Hunter e viceversa. Entrambi sregolati e volti a superare il limite, completamente immersi e sguazzanti nel loro lavoro, non semplicemente un impegno ma uno stile e un modo di vita, di rapportarsi alla realtà.
Hunter fu anche l’amico in comune con tanti artisti, fra cui Johnny Depp. Gli occhi diventano lucidi a entrambi quando si parla del passato, ma rimane comunque l’arte, è così che i vecchi amici resteranno uniti su questa Terra, insieme nel flusso ininterrotto di idee e trasposizione della realtà.
Così Johnny osserva la nascita delle varie opere di Steadman (dipinti, polaroid distorte, libri che reinterpretano la storia della guerra, della polica e persino del grande Leonardo Da Vinci) e con la sua presenza in questo documentario testimonia la sterminata e potenzialmente infinita intertestualità dell’arte: non ci sono cinema, letteratura e illustrazione chiuse in camere stagne, ma una continua comunicazione e un fluire produttivo di idee.
Quanti artisti così ci sono ancora? Che si preoccupano di narrarci le debolezze del mondo, di renderle ancor più visibili ed eclatanti in una danza del grottesco mirata a farci vergognare, disturbarci per farci cambiare?
Per quanto ancora grandi uomini del genere stringeranno un sodalizio e ci divertiranno e spaventeranno allo stesso tempo, in un delirio di inchiostri e luci e monologhi recitati e interpretati?
Non lo sappiamo, ma possiamo tenerci stretta quest’arte e farci illuminare.

Nella nostra gallery invece potete trovare qualche immagine delle ragazze di IFOD in giro per Bologna durante questa speciale giornata.

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3 Comments

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