IFOD Rewind: Johnny Depp contro la pesca pirata

17 agosto 2013

Siamo abituati a pensare ai pirati come saccheggiatori che solcano i mari alla ricerca di tesori.
Qui però non parleremo di ori e preziosi,ma del tesoro che popola i nostri mari: i Pesci, importantissima fonte di sopravvivenza per molte popolazioni ma soprattutto per l’intero ecosistema mondiale.
La pesca pirata o pesca Illegale non regolamentata sta flagellando gli oceani di tutto il mondo.
Questi “pirati” moderni, spostandosi dalle coste africane alle isole del sud del pacifico, pescano senza nessuno scrupolo quanto più possibile causando un impatto enorme per gli ecosistemi marini e non solo.
Le popolazioni e le comunità costiere che vivono di tali risorse sono anch’esse vittime di questo sistema che causa loro ingenti perdite in guadagno.
Molte enti ambientali combattono da tempo questa dura battaglia, da Greenpeace alla Environmental Justice Foundation.

EJF è una organizzazione non-profit che lavora a livello internazionale per la protezione dell’ambiente e la difesa dei diritti umani, composta da un team di ricercatori, attivisti e film-maker con sede a Londra, Liberia e Sierra Leone, e sostenuta da volontari ed esperti che dedicano il loro tempo a lavorare pro bono per i loro progetti. Il loro lavoro è reso possibile da donazioni di privati che partecipano ad eventi di raccolta, da sovvenzioni di ONG partner e governi, da vendita di t-shirt film e foto, e da donazioni da parte delle imprese che condividono gli stessi valori.
La fondazione EJF ritiene che la tutela dell’ambiente non è solo un fattore di qualità della vita, ma è una questione di vita o di morte per le persone più povere del mondo. Per loro la sicurezza ambientale è un diritto umano.

Ed è proprio di quest’ultima, la Enviroment Justice Foundation, che Johnny Depp dal 2009 è diventato partner. In particolar modo l’attore ha voluto contribuire alla lotta contro la pesca pirata, questa la sua lettera aperta alla fondazione:

I nostri mari e le persone che dipendono da loro si trovano ad affrontare una grande minaccia. Le operazioni di pesca pirata stanno saccheggiando le risorse ittiche del mondo, ciò compromette quindi anche tutti i tentativi di una gestione della pesca sostenibile, già sotto pressione per le tante scelte in direzioni opposte.

L’impatto devastante di questa forma di pesca illegale è sentito non solo dai nostri ecosistemi marini, ma anche da milioni di persone che vivono in alcuni dei paesi più poveri del mondo e che si affidano alla pesca sani come fonte essenziale di cibo e di occupazione.

Questo non è un problema senza soluzione, ma dobbiamo agire ora se vogliamo
proteggere la biodiversità della nostra vita marina e la sicurezza alimentare per le generazioni future. E’molto importante che ognuno di noi già da adesso inizi a comprendere.

Ecco perché sostengo il lavoro della Fondazione Giustizia Ambientale che sensibilizza e fornisce soluzioni reali al problema. I loro sforzi impegnati in azioni efficaci per tutelare le persone e il pianeta contribuiranno a porre fine alla pesca pirata una volta per tutte.

Proprio come dice Johnny Depp,non è poi così difficile eliminare la Pesca Pirata.
I governi possono fare molto, dichiarando fuorilegge “le bandiere di comodo” e l’impiego di sistemi di pesca distruttivi come lo strascico d’altura, oppure rifiutando l’entrata nei propri porti o aree di pesca a pescherecci incriminati.
Ma anche noi possiamo fare la nostra parte: quando acquistiamo pesce dovremmo sempre controllare le etichette per certificare la provenienza e la legalità della pesca.

Rossella Tramontana

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