IFOD: Italian Fans of Depp

IFOD Rewind: Johnny Depp nell’autobiografia di Traci Lords

Traci Lords, l’attrice che in nel film Cry Baby interpreta la ribelle Wanda accanto a Johnny Depp, nel 2004 ha pubblicato per Haper Entertainment la sua autobiografia Underneath It All.
Tra le pagine del libro c’è un capitolo dedicato alla sua esperienza sul set del film con il resto del cast: la Lords racconta di una serata particolare nella camera dal’albergo di Johnny.
Giulia di IFOD ha tradotto in esclusiva per noi la parte del libro che lo riguarda. Buona lettura!

I miei colleghi membri del cast mi hanno accolta non appena son entrata, ma vederli tutti quanti in una sola stanza mi spaventò. Mi chiedevo cosa pensassero del mio passato. Waters gli aveva detto che avevo fatto del porno? Pensavano che fossi una ragazza volgare? Si sarebbero ricordati di avermi vista al telegiornale delle 5? Ero paranoica? Deglutii con forza, volevo essere accettata. Johnny Depp mi vide per primo. Si avvicinò e sorrise.
“Hey, sono Johnny. Tu devi essere Traci.”
“Sì,” dissi timidamente, “piacere di conoscerti.”
Era così carino, che faceva male guardarlo. Un sorriso dolce gli attraversò le labbra e sentii la mia faccia arrossire, imbarazzata per la mia attrazione nei suoi confronti.
Sentendomi come l’imbranata del secolo, stetti dall’altro lato della stanza, sperando che non avesse notato quanto mi avesse resa nervosa e spaventata di cadere vittima del suo fascino.
Passammo tutta la mattina a provare il jitterbug (ballo ritmato degli anni 40, ndr). L’umore era allegro e il cast stava imparando a conoscersi. Ci divertivamo ridendo delle nostre mosse di ballo molto scarse, e la coreografa, Lori Eastlake, aveva la pazienza di un santo.

Entro quel pomeriggio ero diventata molto più sicura con gli altri. Ho conosciuto meglio Johnny, Ricki, Amy, Darren Burrows, e alla fine Kim McGuire che impersonava Mannaia. Era la donna più pallida che avessi mai visto, e la sua piccola figura da un metro e cinquanta e quegli occhi blu-ghiaccio creavano un contrasto gigantesco con la sua voce risonante da cantante di Broadway. Mi sembrava un Alano Tedesco intrappolato nel corpo di un barboncino. Come il suo personaggio nel film, era la più rumorosa del gruppo.
Darren era uno stupendo ragazzo ma allampanato che torreggiava su di noi dal suo metro e novanta di altezza. Con quella sua personalità così spensierata era impossibile non farselo piacere. Sulla pista da ballo era come un cucciolo non sicuro delle sue zampe, e si muoveva pesantemente facendo il suo numero con la stessa grazia di un bue. Ricki Lake andava in delirio come una ragazzina, tirandogli delle sbirciate molto spesso. Era sicuramente la miglior ballerina del gruppo. Con i suoi movimenti così agili vinse le lodi sia della nostra istruttrice che di Darren.
Amy Locane aveva già recitato in grossi film ed era un’attrice veterana. Chiaramente intimidita dai suoi colleghi molto più grandi, sembrava in cerca della stessa cosa che cercavo io – approvazione.
Johnny era quello silenzioso – o ero io quella? Entrambi prendemmo posto agli angoli opposti della stanza, lui era vicino alla finestra. Aveva sentito attentamente le istruzioni dell’insegnante ed era molto concentrato nell’imparare i suoi movimenti, facendo pause per una sigaretta fra i balli e picchiettando la cenere fuori dalla finestra. Aveva questa delicatezza e quando faceva girare Amy Locane tutt’intorno erano bellissimi insieme.
Mi piacevano queste persone.
John Waters arrivò alla sala da ballo proprio mentre stavamo finendo per quel giorno. Era passato per controllare i nostri progressi, osservando che era stata una buona cosa iniziare le prove presto mentre ci guardava con un sopracciglio sollevato. Suppongo che non fossimo molto pronti ancora, o forse ci stava solo prendendo in giro. Aveva una lingua tagliente e uno strano senso dell’umorismo che mi rese difficile capire quand’è che era serio.
Come compiti a casa mi portò molti video degli anni ’50 da vedere. Uno era chiamato “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” (Più veloce, gattina! Uccidi! Uccidi!), ridacchiai del titolo. Non capendo perché volesse che guardassi quelle cassette, gli dissi che non avevo il videoregistratore nella mia stanza. Johnny parlò, casualmente, dicendo che potevo usare quello nella sua stanza. Waters fece un sorrisetto, apprezzando lo scambio, dicendomi che mi avrebbero aiutato a capire il periodo. Voleva che Wanda fosse una cattiva ragazza sexy e dura come quelle di Russ Meyer. Ero agitata perché non sapevo se sarei riuscita ad accontentarlo.
Salii sul pulmino taxi col resto del cast per ritornare all’hotel. Johnny mi fermò nell’ingresso e mi diede la chiave extra che si era fatto dare alla reception, dicendo innocentemente che sarebbe stato via tutto il pomeriggio per lavorare sul copione con John e che io ero libera di andare nella sua stanza a vedere i video. Presi la chiave, lo ringrazia, e corsi via, riprendendo a respirare solo quando le porte dell’ascensore si chiusero.
Mentre facevo la doccia, mi misi a contemplare l’offerta di Johnny. Perché il pensiero di essere nella sua stanza mi rendeva così nervosa? Di cosa avevo paura? Stavo solo facendo la strana. Non era un gran problema e non avrei lasciato che lo diventasse. Stava solo facendo il gentile. E comunque aveva la ragazza – una certa attrice di nome Jennifer Grey. Mi chiedevo se fosse carina.
Oh, cavolo! Pensavo che avrei dovuto chiamare Scott, ma cosa gli avrei detto? Ero stata via solo due giorni! Non potevo continuare ad ignorarlo, per tutte le mie cose che erano a casa nostra. Dovevo solo mantenere la pace finchè il film non fosse finito così avrei potuto prendere il mio assegno e andare avanti. Semplicemente chiamalo, dissi a me stessa. Gli dirò che Waters mi sta facendo correre, che non era una bugia! Ok -lo faccio. Composi il suo numero. Scott rispose, il suo tono chiaramente freddo. Era molto brusco e poco entusisasta mi chiese come stava andando. Gli dissi che mi piacevano molto gli altri e che più tardi quella sera sarei andata ad un incontro con il cast. Disse che gli mancavo e poi agganciò.
Non avevo neppure pensato a lui da quando ero arrivata.
Bussai alla porta di Johnny per essere sicura che non ci fosse, poi entrai nel salotto. Aveva una vista incredibile dal suo attico. Le finestre erano aperte e le tende bianche ondeggiavano con la brezza. La stanza puzzava leggermente di sigarette. Il videoregistratore non era in vista. Lo trovai nell’armadietto vicino al suo letto King-size (due piazze). Misi dentro la videocassetta e mi sistemai sul letto chiedendomi se non fosse meglio sedermi su una sedia invece…
Il film era quasi finito quando sentii la porta aprirsi. Il mio cuore iniziò a battere forte come se fossi stata beccata a far qualcosa che non avrei dovuto. Johnny entrò nella stanza da letto, posò il suo copione e salì sul letto vicino a me. Sorrise e mi chiese com’era il film. Pretesi di essere presa dal film, ma in realtà ero molto nervosa con lui così vicino. Guardammo per un po’ in silenzio. Siccome non ero a mio agio con lui, gli chiesi com’era andata la lettura del copione con John. Mi disse che era andata molto bene e poi commentò com’era carina la mia nuova frangia. Allungandosi, tolse la fascia per capelli dalla mia coda di cavallo e sorrise, dicendo che erano meglio sciolti. Le sue dita nei miei capelli mi terrorizzarono. La sua faccia era troppo vicina alla mia. Tentai di ignorare la vicinanza delle sue labbra e stare calma, ma non sentivo nient’altro. Misericordiosamente il film finì qualche minuto dopo e lo ringraziai per avermi lasciato usare il suo videoregistratore e cercai di uscire dalla stanza senza correre.
ARGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGG! Perché ero così nervosa con gli uomini? Sbattei la porta della mia stanza quando entrai, imbarazzata di come fossi stata agitata. Se ne era accorto? Non ne ero sicura.
John Waters aveva parlato del mio personaggio come di una “terrorista sessuale” giusto pochi giorni dopo il mio arrivo a Baltimora. Aveva forse confuso la ragazza ribelle che una volta aveva usato il sesso come arma con la ventenne che stava cercando di capire chi era veramente? Aveva fatto un errore scegliendo me per la parte? Ero condannata al fallimento? Come avrei fatto a recitare un ruolo guidato dal potere sessuale quando ne ero così spaventata? Come poteva una ex porno star spiegare a chiunque di questi suoi trip mentali? Chi mi avrebbe creduto? Sicuramente avevo dei desideri, e Dio solo sa delle esperienze sessuali, ma era tutto così aggrovigliato dentro di me. Non sapevo come funzionavano gli appuntamenti e le cose riguardo al sesso nel mondo reale. La maggior parte delle mie esperienze sessuali erano avvenute mentre ero stordita di fronte ad una telecamera. Un ragazzo normale tipo… diciamo… Johnny, si aspetterebbe che io sia fantastica a letto? E se non lo sono? Come fare ad uscire con qualcuno, per non parlare di dormirci assieme, con tutta questa pressione? Vero, il sesso non era stato un problema con Ken, ma sapevo che avrei lasciato il Canada il giorno dopo. Era quella la soluzione di cui avevo bisogno? Era quello il vero problema? Volevo essere rispettata. Argggggg! Cosa significava tutto questo?
Ero pronta per un vero fidanzato ma spaventata di fare una scelta sbagliata. Ero una brava ragazza o una cattiva ragazza? Era possibile essere entrambe? E lì che subentrò la paura. Avevo paura di cosa poteva succedere se mi fossi lasciata andare. E se una terrorista sessuale si nascondeva dentro di me? Si sarebbe comportata bene o avrebbe creato scompiglio? Dove mi avrebbe portato la libertà sessuale? E cosa avrebbe pensato la gente?